BEAUMONT NEWHALL, Edward Weston

Edward Weston, Dune bianche, Oceano (California), 1936, stampa alla gelatina – sale d’argento.

 

Da: Storia della fotografia; Torino 1984, pp. 258-259.

«Weston spinse la sua concezione fino al virtuosismo. Esigeva chiarezza di forme, voleva che ogni zona dell’immagine fosse nettamente stagliata, che i materiali e le strutture delle cose avessero il fascino dell’illusione. Il fatto che la macchina fotografica possa vedere di più dell’occhio nudo costituì per lui, per lungo tempo, uno dei grandi miracoli della fotografia. In un paesaggio dei Weston tutto è nitido, dall’immediato primo piano alla più lontana distanza: se guardiamo la stessa scena nella realtà, i nostri occhi colgono tutti i particolari uno dopo l’altro. […] Nelle fotografie di Weston i particolari sono così concentrati e ridotti da richiedere, per essere visti, uno sforzo muscolare assai minore da parte dell’osservatore, il quale, senza rendersene conto, si sente fisiologicamente sollevato».

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