IL CASTELLO VISCONTI A PAGAZZANO

Il Castello Visconti di Brignano a Pagazzano, porta d’ingresso.

 

Dalle origini al Quattrocento.

La pianura padana è letteralmente costellata di magnifici castelli, sontuose ville e palazzi signorili, spesso immersi nel verde e in simbiosi con la natura, talvolta non curati e valorizzati come si dovrebbe. Tra questi oggi vogliamo scoprire il Castello Visconti di Brignano, particolarmente suggestivo per la sua posizione, il ponte levatoio intatto e il fossato che lo fanno apparire come dolcemente adagiato sull’acqua.

Il complesso si trova a Pagazzano, piccolo comune della bergamasca nell’area detta della Gera d’Adda, delimitata dal fiume Adda (ovest) da cui prende il nome, il Serio (est), dal fosso bergamasco (canale artificiale che collega i due fiumi) a nord e da alcuni comuni tra cui Rivolta d’Adda e Caravaggio a sud. Si tratta di un territorio in passato spesso protagonista di alterne vicende militari e politiche.

Un primo momento di definizione dei confini tra le province di Bergamo e Milano si ebbe con la pace di Costanza, firmata nel 1183 tra l’imperatore Federico Barbarossa e la Lega Lombarda. Da allora Pagazzano fu contesa tra i Visconti e i Torriani, Milano e Venezia, rimanendo, però, sostanzialmente «sotto l’ombra viscontea».

Evento rilevante fu la morte di Giovanni Visconti nel 1354, poiché la Gera d’Adda andò al principe Bernabò, il quale mise in atto la demolizione sistematica di tutti i castelli della zona, al fine di rafforzare lo Stato centrale a scapito dei feudatari locali. Unici a non essere toccati furono quelli di Pagazzano e Brignano, ritenuti da Bernabò essenziali sul piano del prestigio culturale. Celebre a riguardo, la permanenza del grande poeta Francesco Petrarca, che nell’autunno del 1357 revisionò il primo libro dei Triumphi mentre era ospite proprio nel castello di Pagazzano. A questo periodo sembra databile, inoltre, un primo restauro della struttura. Le sue origini, invece, risalirebbero all’XI secolo, stando ai resti del precedente fortilizio rinvenuti nei sotterranei su cui, per la verità, a causa dei numerosi rifacimenti rimangono pareri discordanti.

Ciò che ammiriamo oggi in gran parte risale al 1465 circa, al tempo di Sagramoro II Visconti di Brignano. Appartenente a una famiglia che già dal 1379 era stata nominata feudataria del vicino castello di Brignano, Sagramoro II fu ben visto prima dalla Serenissima, nel breve periodo in cui esercitò il proprio controllo sulla Gera d’Adda, poi dagli Sforza. A lui si devono le quattro solide torri angolari, l’allargamento delle mura esterne e il loro caratteristico rivestimento in laterizio. Una leggenda popolare vuole che Pagazzano e Brignano, per la loro forte unione, fossero collegate anche tramite un passaggio segreto sotterraneo progettato dall’architetto visconteo Bartolomeo Gadio.

Tra i suoi lavori basti qui citare quelli di Soncino, alla chiesa ducale di Cremona, San Sigismondo, e soprattutto di Porta Giovia (Castello Sforzesco). Elementi distintivi nei lavori di Gadio sono le citate torri angolari e quella centrale a dominare l’ingresso, sebbene studi recenti abbiamo dimostrato che il suo ruolo fu, probabilmente, piuttosto quello di supervisore di opere ritenute strategiche e importanti dagli Sforza come appunto a Pagazzano. In altre parole il Gadio potrebbe non essere intervenuto direttamente, ma tramite architetti e ingegneri che facevano riferimento a lui in qualità «direttore delle fabbriche ducali».

Il Castello Visconti di Brignano a Pagazzano, veduta da una delle torri angolari.

 

Dalla battaglia di Agnadello all’Ottocento.

Ultima data importante da ricordare per le sorti del castello è il 1509. Con la battaglia di Agnadello e la sonora sconfitta inflitta dalla lega di Cambrai a Venezia, difatti, la Serenissima abbandonò ogni pretesa sui territori confinanti con l’Adda e Pagazzano. Da allora venne inaugurato un lunghissimo periodo di pace e stabilità. Ciò comportò una lenta perdita d’interesse per la struttura sul piano militare, che ebbe una ricaduta sui successivi lavori di ristrutturazione da parte di Galeazzo Visconti nel 1553. Tra questi si ricordino la demolizione di due torri, la costruzione al loro posto del palazzetto e, forse, l’erezione dei pilastri che incorporano i merli ghibellini sostenendo la tettoia (su due lati) e dando un aspetto ben diverso: non più un castello, ma un palazzo signorile immerso nella campagna. Furono mantenute le altre due torri rivolte verso Bergamo, città in mano a Venezia.

Nuovi rifacimenti ci furono nel Seicento, anche se non vi è molta chiarezza sulla loro consistenza, mentre nel 1657, con l’estinzione della casata dei Visconti Brignano, il castello passò ai Bigli. A quest’ultimi si devono altri interventi nel secolo successivo, votati più alle zone interne. Tra questi si citano la risistemazione del giardino, il nuovo scalone e l’apertura del loggiato interno. Nell’Ottocento, infine, elemento importante fu la decisione di mantenere il più possibile inalterato l’aspetto esterno, compreso il caratteristico ponte levatoio e il fossato con l’acqua, elemento raro e tutt’oggi distintivo.

Il Castello Visconti di Brignano a Pagazzano, veduta dal cortile interno.

 

BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE:

AA. VV., Castelli e ville della pianura padana tra Brescia, Cremona e Bergamo; Milano 2011.

F. CARDINI, La vera storia della Lega Lombarda; Milano 1991.

F. FISOGNI, Castello Visconti Brignano; in AA. VV., Castelli e ville della pianura padana tra Brescia, Cremona e Bergamo, Milano 2011, pp. 100-103.

 

RIFERIMENTI IN RETE

http://www.ifood.it/2016/03/il-castello-di-pagazzano.html

http://mapio.net/pic/p-95080685/

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *