PIRAMIDE DI CHEOPE: rinvenuta una nuova cavità “segreta”

 

L’antico Egitto non solo non smette mai di affascinare l’uomo, continuando tra le altre cose a fungere, nella cultura popolare, da fonte d’ispirazione per film più o meno riusciti di ambito avventuroso e fantasy, ma è soprattutto un periodo storico il cui studio produce senza sosta scoperte talvolta sensazionali. Caso recente è la cavità rinvenuta nella Piramide di Cheope, attraverso moderne tecnologie non invasive basate sulla fisica delle particelle, in grado, in altre parole, di non recare danni di alcun tipo all’enorme struttura che da millenni (quella di Cheope è la più antica delle tre piramidi, fu progettata probabilmente da Hemiunu nel 2550 ca.) caratterizza la necropoli di Giza, rendendola un luogo dall’eterno fascino. Gli archeologi hanno appena iniziato ad analizzare il suggestivo spazio vuoto, «una grande cavità che si trova al di sopra della grande galleria, un corridoio ascendente che collega la camera della Regina a quella del Re nel cuore del monumento» di almeno 30 m. di lunghezza, vagliando le prime ipotesi. Potrebbe trattarsi, infatti, di una galleria con funzioni specifiche, simili magari proprio a quelle del corridoio maggiore sottostante. Al contrario potrebbe essere uno spazio con semplice funzione strutturale, come proposto dal massimo egittologo al mondo, Zahi Hawass, segretario generale del Consiglio supremo delle antichità egizie (dal 2002), nonché Ministro delle Antichità per un breve periodo nel 2011. Convinto sostenitore del ritorno in Egitto della Stele di Rosetta, poiché elemento fondativo dell’identità egizia e accanito avversario del proliferare di teorie aliene (spesso davvero ridicole e formulate solo per vendere improbabili libri), Zahi Hawass ritiene che quanto scoperto in origine non avesse altro che funzioni strutturali, facilitando altresì il lavoro di chi eresse la piramide, ultima delle sette meraviglie del mondo antico sopravvissuta ad oggi.

Una cosa è certa, gli studi sono appena all’inizio e aiuteranno a comprendere ancora meglio le tecnologie e le modalità costruttive degli antichi egizi, i quali furono capaci di costruire una struttura rimasta per ben 3800 anni (soppiantata solo dalla Cattedrale di Lincoln in Inghilterra nel XIII secolo). Il fascino e l’entusiasmo per quella sorprendente civiltà sono molto lontani da diminuire, tanto che l’antico Egitto è tra i pochi periodi storici capaci di ritagliarsi ampi spazi pure nei media nazionali (dove arte e archeologia di norma scarseggiano); perciò non ci resta che rimanere in attesa di nuove ipotesi e scoperte.

 

In copertina:
La Grande Piramide o Piramide di Cheope, 2260-2250 ca., IV dinastia. Egitto, necropoli di Giza.

 

RIFERIMENTI IN RETE

http://www.ansa.it/canale_scienza_tecnica/notizie/fisica_matematica/2017/11/02/scoperta-una-cavita-nascosta-nella-piramide-di-cheope_48a317bc-05f7-4113-9902-bd955c9e17c8.html

http://www.ilgiornale.it/news/politica/scoperta-cheope-giza-delle-sette-meraviglie-1459189.html

http://www.lastampa.it/2017/11/02/cultura/scoperta-una-misteriosa-cavit-nella-piramide-di-cheope-RTByDWeYMdx1kKuYsKU30I/pagina.html

RISCOPERTA LA TOMBA DEL RE DEI GLADIATORI

Ritrovata la tomba dellʼuomo considerato lʼorganizzatore degli spettacoli dei gladiatori

 

In copertina una veduta del Quadriportico dei Teatri a Pompei, risalente al I sec. a. C.

<<Il Quadriportico dei Teatri è una costruzione dell’epoca romana riscoperta dopo gli scavi della città di Pompei. Questo monumento risale al I secolo a. C. e in origine venne utilizzato come zona antistante alle sale dei Teatri Grande e Piccolo. A seguito del terremoto del 62, venne ristrutturato e ampliato, trasformandosi in caserma dei gladiatori.>> (Da Geoplan.it)

 

RIGENERAZIONE NON-PROFIT. 6-7 ottobre 2017, Opificio Golinelli, Bologna

Vogliamo segnalare l’evento promosso da Fondazione con il sud in collaborazione con il Forum del Terzo Settore dal significativo titolo: RiGenerazione Non-profit.
Domani, venerdì 6 ottobre e sabato 7 ottobre 2017 presso l’Opificio Golinelli di Bologna decine di giovani tra i 18 e i 35 anni che operano nel Terzo Settore (dal sociale alla cultura, dal volontariato alle cooperative, dai servizi alla persona allo sport), si confronteranno in una serie di incontri e tavoli di lavoro (divisi per specifiche tematiche), sulla situazione del Terzo Settore e le sfide del futuro presso. Si tratta di un’occasione davvero importante per tutti i giovani coinvolti, poiché permetterà di mettersi in gioco, condividere le proprie esperienze con quelle degli altri e, ricevere nuovi stimoli per affrontare le sfide che pone il mondo di oggi.

 

PROGRAMMA DI MASSIMA

VENERDI’ 6 OTTOBRE 2017
Ore 15,00 inizio arrivi e accreditamenti (presso le strutture ricettive e la segreteria organizzativa)
Ore 16,00 – 19,00 attività organizzate con la partecipazione attiva dei giovani
Ore 20,30 spettacolo teatrale

SABATO 7 OTTOBRE 2017 (Opificio Golinelli – Via Paolo Nanni Costa 14,40133 Bologna)
Ore 10,00 – 13,00 attività istituzionale plenaria, con interventi promotori e alcune testimonianze di giovani
Ore 13,00 pranzo
Ore 14,30 – 18,30 workshop tematici di approfondimento ad assoluto protagonismo giovanile (i lavori saranno svolti in 4 cantieri di design sociale, con argomenti e ambiti tematici, che impegneranno attivamente tutto il pomeriggio di lavori della platea giovanile)

 

#RiGenerazioneNonProfit

 

RIFERIMENTI IN RETE:

http://www.forumterzosettore.it/

http://www.fondazioneconilsud.it/

https://www.facebook.com/Forum-Nazionale-Terzo-Settore-169711579745068/?hc_ref=ARRam-XcTpykdwVozHHuY4koVCYKVIJHYDL_IlXrcEh_fRozy7khaMXLsTGAv1BZoNY&fref=gs&hc_location=group

SAGRA MADONNA DELLA CONSOLAZIONE. Alcuni scatti con Mi.Ra Bijoux

 

Ecco alcune foto scattate con l’amica Rachele Michielin venerdì 8 settembre durante il mercatino
“artistico” (erano esposti capi d’abbigliamento originali, ceramiche, bigiotteria con materiali di recupero e molto altro), organizzato presso la sagra Madonna della Consolazione (Angarano, Bassano del Grappa).
Assieme a noi il diacono Antonio dalla Pellegrina, vera anima dell’evento, persona dal grande cuore che dà sempre tutto sé stesso per la comunità di Angarano, e affinché questa festa sia ogni anno occasione, innanzitutto, per stare assieme, ringraziare per ciò che abbiamo e coinvolgere moltissimi giovani in varie attività (servizio ai tavoli, gestione angolo bimbi, allestimenti…) che trasmettono i valori del servizio e della comunità. La devozione verso la Madonna della Consolazione ad Angarano ha una lunga storia che risale al 1689, quando era nota come Madonna della Cintura (vi era una confraternita omonima),dicitura derivata da una leggenda inerente Monica, la madre di sant’Agostino cui sarebbe apparsa in sogno Maria, per consolarla della dissolutezza del figlio. Nel Novecento il nome cambiò per l’appunto in Madonna della Consolazione, a seguito della Grande Guerra, e si legò alla pregevole statua lignea con Maria che tiene il Bambino eseguita da Romano Cremasco (Santorso 1870 – Schio 1943), il quale non mancò, comunque, d’inserire come attributo iconografico la cintura, in segno di continuità di questa solennità che cade nelle prime settimane di settembre.
Ci ha fatto molto piacere aderire nel nostro piccolo all’iniziativa, e speriamo che dopo questo primo “esperimento”
il gruppo organizzatore possa continuare e crescere, perché “il Bello ha mille volti e può celarsi anche nelle piccole creazioni artistiche oltre che nei capolavori, ma, soprattutto, il Bello si può scoprire nelle relazioni umane più autentiche”.

 

BUON FERRAGOSTO DA LO!

Anonimo veneziano, del XVI secolo, Allegoria dell’estate, 94 x 142 cm. Collezione privata.

 

BUON FERRAGOSTO DA LO!
Auguro a tutti voi un buon ferragosto e buone vacanze. Il caffè artistico di Lo tornerà con nuovi articoli, approfondimenti, curiosità e tantissime “sorprese”  ai primi di settembre!

***IL CAFFÈ ARTISTICO DI LO PER IL SOCIALE***
– Il 9 e 10  settembre saremo alla sagra della Ss. Trinità di Bassano. Parte del ricavato dalle vendite del libro andrà alla missione in Mozambico cui partecipa la Diocesi di Vicenza e dove opera da alcuni mesi l’amico don Davide Vivian. Si tratta di realtà ancora molto povera, colpita duramente dalla fame, dalla corruzione e dall’Aids , cui vogliamo dare il nostro piccolo contributo.
– A ottobre, invece, saremo a Valrovina (Bassano) e parte del ricavato dalle vendite del libro questa volta andrà agli amici della Scuola dell’Infanzia Beato Lorenzino di Valrovina, una piccola ma bellissima realtà locale dedicata ai più piccoli.

L’arte è il “lusso” più bello al mondo, ma quando diventa solidale acquista un valore ancora più grande!

#SsTrinità #Angarano #BassanodelGrappa  #ScuoladellinfanziaBeatoLorenzino #Valrovina #artesolidale #MadonnadellaConsolazione  #CaffèartisticodiLo

 

RIFERIMENTI IN RETE

http://www.vicenza.chiesacattolica.it/pls/vicenza/v3_s2ew_consultazione.mostra_pagina?id_pagina=5215

https://www.facebook.com/Sagra-SS-Trinit%C3%A0-di-Angarano-Festa-Madonna-della-Consolazione-1531122437100598/

http://scuolainfanziavalrovina.it/index.php/contatti

UN’ATTESA “LUNGA UN SECOLO”. Il 17 giugno scorso ha ufficialmente riaperto il Museo interdisciplinare di Messina

La sala con i due capolavori di Caravaggio.

 

Correva l’anno 1914 quando re Vittorio Emanuele III di Savoia istituì con Regio decreto il Museo di Messina. Nelle intenzioni iniziali il Museo doveva essere soprattutto una delle massime prove di rinascita per Messina, a pochi anni dal devastante e drammatico terremoto che il 28 dicembre 1908 rischiò di cancellarne in un sol colpo ogni eredità artistica e architettonica. Ci sono voluti, però, 103 anni per riaprire definitivamente e in tutto il suo splendore questa grande collezione d’arte, probabilmente la più completa in Sicilia sul piano culturale e temporale, poiché abbraccia molti secoli e stili differenti: dai numerosi reperti archeologici (tra cui uno strepitoso rostro romano) ai grandi capolavori di Antonello da Messina, Colijn de Coter e Caravaggio; dalla magnifica Berlina del Sentato (1742) di Domenico Biondo e Letterio Paladino alla Conca di Gandolfo (1135). Troppo a lungo, infatti, solo 200 opere sono state esposte a rotazione (su un totale di circa 20.000 i reperti) all’interno dell’ex Filanda Mellinghoff, «opificio ottocentesco risparmiato dal sisma e destinato per decenni a sede “temporanea”».
Nei mesi scorsi c’è stato ancora qualche spiacevole disguido, per chi si è trovato a pagare un biglietto senza poter vedere tutte le sale. Il problema finisce, comunque, in secondo piano davanti al grande sforzo e lavoro in primo luogo della direttrice Caterina di Giacomo e dei suoi più stretti collaboratori. Grazie alla loro tenacia si è realizzato un piccolo miracolo, dopo un’infinità di intoppi, problemi finanziari e un progetto del 1984 (completato nel 1995) rivelatosi a dir poco da barzelletta, se si pensa che non aveva calcolato le dimensioni dell’Adorazione dei pastori (1609) e della Resurrezione di Lazzaro (1609) del Merisi. Il 17 giugno scorso, quindi, si è finalmente inaugurato ufficialmente il MuMe (Museo interdisciplinare regionale di Messina) alla presenza di numerose autorità politiche e religiose, a dimostrazione dell’importanza di tale patrimonio artistico, spirituale e culturale per la città di Messina, che ora può vantare un grande polo museale e una sicura attrazione per turisti e studiosi.
Certo, i problemi non sono finiti e basti pensare che manca il personale necessario per una struttura che vanta in tutto (tra sale con esposizioni permanenti e temporanee, aree verdi, biblioteca, archivio e depositi) 17.000 mq. Ma, da quando nel 2013 Caterina di Giacomo assunse l’incarico direttivo e iniziò a lavorare con la dott.ssa Grazia Musolino e gli architetti Gianfranco Anastasio e Rosario Vilardo, a un nuovo progetto museale, ci è stata un’accelerazione sorprendente, che ha portato a un risultato impensabile e i messinesi ad avere un prezioso luogo che narri la loro identità. Infine non fa sottovalutato il fatto che, in una nazione spesso e volentieri madre di sprechi, lavori interminabili e ruberie di varia natura, si è arrivati a dimostrare che con persone capaci e volenterose non c’è problema che non si possa risolvere. Il MuMe è già riuscito a dare una preziosa iniezione di fiducia.

 

 

RIFERIMENTI IN RETE

https://www.facebook.com/Museo-regionale-di-Messina-481659268565015/

http://www.strettoweb.com/2017/06/messina-apre-al-pubblico-la-nuova-area-del-museo-visitatori-pronti-ad-ammirare-i-reperti-che-raccontano-27-secoli-di-storia-foto-e-interviste/566900/

http://insideart.eu/2017/06/19/a-messina-ha-aperto-il-mume-il-museo-interdisciplinare-regionale-piu-grande-dellitalia-meridionale/

PASTICCIO ALL’ITALIANA. Il TAR del Lazio boccia 5 dei nuovi “super-direttori” museali


Il Palazzo dei Musei a Modena, sede della Galleria Estense.

 

In questi giorni è scoppiato il caso del TAR del Lazio, che ha annullato cinque delle nuove nomine dei “super-direttori” voluti dal ministro Dario Franceschini con la sua recente riforma. La cosa ha dell’assurdo, se si pensa che le cinque figure in questione stanno lavorando molto bene (i numeri sono inequivocabili e prova delle loro capacità e serietà) e hanno in poco tempo dato ulteriore slancio alle importanti istituzioni (tra cui Palazzo Ducale di Mantova, Galleria Estense di Modena, Museo Archeologico Nazionale di Napoli) in cui sono stati chiamati a svolgere un ruolo delicatissimo. Di là dal fatto che, leggendo alcune delle motivazioni non si comprende come mai altri direttori stranieri non siano ancora stati chiamati in causa, tanto che il direttore di Brera James Bradburne si è chiuso in un “no comment”, e tenendo conto che alcuni di questi non sembrano proprio all’altezza dei predecessori (più volte in passato abbiamo accennato agli Uffizi), la sentenza di certo creerà molto scompiglio senza, come al solito, portare a nulla di buono né tanto meno a qualche soluzione. Non è una questione di leggi, ma di veri e propri cavilli incomprensibili alla stragrande maggioranza della popolazione; cavilli lontani dalla realtà e che affossano la cultura. La riforma attuata da Franceschini indubbiamente presenta molte falle, specie in riferimento al poco personale previsto per Biblioteche e Archivi, che sono di fatto al capolinea in molti casi, dopo decenni di mancato ricambio generazionale e impossibilità ad assumere figure professionali. Però, se una cosa funzionava devono darci più che delle buone motivazioni per accettare che, ancora una volta, si sia consumato il solito pasticcio all’italiana, cui non di rado in passato ha dato il suo contributo proprio il TAR del Lazio, che rende il nostro paese zimbello a livello internazionale, immagine perfetta di infantile masochismo.

 

 

RIFERIMENTI IN RETE

https://www.avvenire.it/agora/pagine/tar-annulla-nomine-5-direttori-musei

http://www.ansa.it/sito/notizie/cultura/arte/2017/05/25/tar-annulla-nomine-5-direttori-musei_cd26b676-7619-4554-836e-3eda752257aa.html

http://www.lastampa.it/2017/05/25/italia/politica/il-tar-annullacinque-nomine-di-direttori-di-musei-ira-di-franceschini-non-ho-parole-Nd8JjfWXTZzbXBy46nktrI/pagina.html