Cennino Cennini e la pittura a olio

Jan Van Eyck, Ritratto di uomo con turbante rosso (1433 ca., Londra, National Gallery).

Jan Van Eyck, Uomo con turbante rosso (1433, Londra, National Gallery).

 

Snodo centrare per il dibattito su chi avesse per primo ideato la pittura a olio, i Capp. LXXXVIIII-LXXXXI del Libro dell’arte contengono la descrizione di questa particolare «vernice liquida, prodotta miscelando oli, gomme e resine» che «compare qui per la prima volta come ingrediente per mordenti» (F. FREZZATO ed. 2003, p. 130). Il fiorentino Baldinucci (1624-1697) studiò questo capitolo assieme ad altri, memore di quanto scritto dal Vasari, il quale riteneva Jan Van Eyck l’inventore della pittura a olio. A conti fatti però, sia in questi sia negli altri capitoli, il Cennini espone sempre le possibili applicazioni in pittura e non il metodo di produzione. Ci sono altri testi più antichi che parlano di “pittura a olio” (si pensi al Cap. XX del Diversarum Artium Schedula del monaco Teofilo, fine XI sec. – inizi del XII sec.) il che porterebbe a vedere Jan Van Eyck piuttosto come il perfezionatore di tale tecnica pittorica.

CAPITOLO LXXXVIIII. In che modo si lavora a olio in muro, in tavola, in ferro, e dove voi.

«Inanzi che più oltre vada, ti voglio insegnare a llavorare di olio in muro o in tavola, che l’usano molti tedeschi; et per lo simile in ferro e in pietra. Ma prima diren del muro».

CAPITOLO LXXXX. Per che modo dei cominciare a llavorare in muro ad olio.

«Ismalta in muro a modo che llavorassi in frescho, salvo che, dove tu esmalti a pcho a pocho, qui tu dei smaltare disstesamente tutto il tuo lavoro. Poi disegnia con carbone la tua storia, e fermala o cchon inchiostro o cchon verdaccio temperato. Poi abbia un pocho di colla bene innacquata. Acnora è miglior tempera tutto l’uovo, sbatuto con lattificcio del fico inn-una scodella; e mettivi in sul detto huovo un migliuolo d’acqua chiara. Poi, o vuoi chon ispugnia, o vuoi col pennello morbido et mozetto, darne una volta per tutto il campo che ài a llavorare; e llascialo asciugare almen per un dì.». Jan Van Eyck, Uomo con turbante rosso (1433, Londra, National Gallery).

CAPITOLO LXXXXI. Come tu dei fare l’olio buono per tempera e anche per mordenti, bollito con fuocho.

«Perch’è dell’utili cose che a tte bisognia sapere sì per mordenti sì per molte cose che s’adovra, ti convien sapere far questo olio; e imperò togli una libra o due o tre o quattro d’olio di semenza di lino, e mettilo inn-una pigniatta nuova; e sse è invetriata tanto è migliore. Fa’ un fornelletto e fa’ una bucha tonda, che questa pigniatta vi stia commessa a punto, che ‘l fuocho non possa di sopra; perché il fuocho v’andrebbe volentieri, e mettersi a pericolo l’olio e anche di bruciare la chasa. Quando ài fatto il tuo fornello empiglia un fuocho temperato, ché quanto il farai bollire più adagio, tanto sarà migliore e più perfetto. E fallo bollire per mezzo, e sta bene. Ma per fare mordenti, quando è ttornato per mezo, mettivi per ciaschuna libra d’olio è buon per mordenti».

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