DAVID ROSAND, Jacopo dal Ponte detto Bassano

Da: Presentazione in; M. MURARO, Il libro secondo di Francesco e Jacopo Dal Ponte; Bassano 1992, p. I

«Muraro, nato a Sossano Veneto, aveva trovato in Jacopo dal Ponte un artista e un’arte che lo riportavano alle sue origini, alla Terraferma del Veneto: un mondo lontano dalla civiltà del Dominio, un paese un po’ reale e un po’ sognato ove la religione e la vita sociale si armonizzavano con semplicità e il concreto rapporto con la natura portava sempre con sé un significato spirituale.
“Un epoca atea e antinatura come la nostra ha dall’arte di Bassano la rivelazione, la testimonianza di un momento storico e di un territorio ove tutto era inquadrato, interpretato e vissuto in chiave religiosa”.
Negli ultimi mesi della sua vita, mentre stava preparando la pubblicazione del Libro secondo, Muraro parlava spesso della sua volontà di interpretare questo pittore di provincia eppure tanto di genio da aver trovato un suo spazio nella Venezia di Tiziano. Muraro parlava come storico dell’arte, ma anche come un uomo della sua terra, con una voce a un tempo professionale e personale, quasi autobiografica, e questa tensione sembrava riflettere in certo qual modo la situazione dello stesso pittore, che anche nel mondo ufficiale della capitale non aveva rinnegato la semplicità del suo paese».

In copertina
Jacopo dal Ponte, Riposo nella fuga in Egitto, 1547 ca., olio su tela, 118 x 158 cm. Milano, Pinacoteca Ambrosiana.