ERNST KITZINGER, I mosaici di San Vitale a Ravenna


Giustiniano e il vescovo Massimiano accompagnati da diaconi, dignitari e dalla guardia del corpo, 547. Ravenna, San Vitale.

 

Da: Alle origini dell’arte bizantina. Correnti stilistiche nel mondo mediterraneo dal III al VII secolo; Milano 2010, pp. 84-85.

«La decorazione di San Vitale sembra riportarci a un periodo molto anteriore all’età di Teodorico. Non è soltanto questione della maggiore naturalezza e vivacità dei motivi. Con questi elementi l’artista compone veri e propri «quadri», unità compositive conchiuse in se stesse che ben sono memori del tradizionale emblema. Qui vediamo figure e gruppi di figure poste in un ambiente delimitato con chiarezza e con tale ambiente comunicanti. Un ritorno al passato sembra implicito anche nell’articolazione complessiva delle superficie. La struttura è solida e coerente, realizzata sulla base di una chiara distinzione fra parti con funzione di cornice e parti entro le cornici. Resta vero che sulle pareti laterali del presbiterio la distinzione era stata prestabilita dall’architetto. Nell’ordine più alto e in quello in basso l’architetto viene incontro alle esigenze del mosaicista con una profusione di superfici sfondate – arcate aperte sormontate da lunette. Ma ci si domanda se creando questa articolazione degli spazi l’architetto già avesse in mente la decorazione musiva. Comunque sia, l’artista dei mosaici raccoglie l’invito e lo segue con coerenza perfino nell’abside e nella volta: dove, pur ricevendo un modesto sostegno dall’architettura, continua a basare l’organizzazione del suo lavoro su pesanti cornici marcate.»

 


Mosaici dell’abside e del presbiterio, 540-547 ca. Ravenna, San Vitale.