SILVESTRA BIETOLETTI, Cucitrici di camice rosse


Odoardo Borrani, Cucitrici di camice rosse, 1863. Collezione privata.

 

Da: Ottocento da Canova a Quarto Stato, catalogo della mostra 2008, p. 208.

«Raccolte intorno a un tavolo, dinanzi alla finestra protetta da tendaggi accomodati in morbide pieghe, quattro donne cuciono in silenzio le camice rosse per i volontari garibaldini; la luce limpida definisce con nitore le fisionomie assorte delle cucitrici e gli arredi del salotto borghese pervaso di un’atmosfera alacre e austera. Le tende bianche, accostate al rosso delle stoffe e degli ornamenti, al verde della tovaglia, a quello, più sordo, dello schienale della poltrona, creano un commosso omaggio al tricolore, tanto più patetico se si tiene conto che il soggetto, intessuto della struggente poesia delle speranze perdute, evoca, a distanza di pochi mesi dalla deludente conclusione degli eventi, il clima di fervore patriottico che aveva accompagnato l’impresa di Garibaldi, avviata nell’estate del 1862 con l’intento di liberare Roma, ma poi finita miseramente in Aspromonte».