BUON INIZIO DI ESTATE DA LO. Goya, Estate

Francisco Goya, Estate (Aia), 1786-1787, olio su tela, 641 x 276 cm. Madrid, Museo del Prado.

 

L’opera che proponiamo oggi è Estate (Aia), tela eseguita da Francisco Goya tra il 1786 e il 1787 come cartone preparatorio per l’arazzo che, insieme alle rimanenti Stagioni doveva decorare la sala da pranzo di Carlo III nella residenza del Prado.
Con un’attenzione al dato reale che ritroveremo nell’Ottocento in particolare in grandi maestri francesi quali Millet, Corot e Courbet, Goya ci dà un bellissimo spaccato di vita contadina, fatta di risate in compagnia, giochi con i bambini, uomini a riposo o intenti a bere un buon bicchiere di vino. Dopo il duro lavoro nei campi nel quale si sta ancora attardando qualcuno, i mietitori, i loro cari e gli animali stessi (si osservi il meraviglioso cavallo bianco in primo piano) si godono un meritato momento di tranquillità. Il clima gioioso e sereno è trasmesso dal pittore anche grazie all’uso di tinte dolci che caratterizzano tutta l’opera, sfumando altresì le rigide geometrie della fortezza sullo sfondo a sinistra. Il giallo del fieno e della zona centrale del cielo ovviamente la fa da padrone, ma anche i volti sono pervasi tutti da una morbida e calda luce che ridà alla perfezione le caratteristiche atmosferiche della stagione estiva.

Un inno alla vita, alla gioia e all’ozio, dunque, con cui auguriamo a tutti un buon inizio d’estate!

RODRIGO MOYNIHAN, Goya


Francisco Goya, Inverno (Nevicata), 1786-1787, olio su tela, 275×293 cm. Madrid, Museo del Prado.

 

Da: Introduzione in Goya 1746-1828; Novara 1953.

«Goya, eroe dei romantici, non fu romantico. I veri artisti romantici, come Delacroix, hanno un concetto dell’arte che, assieme a un atteggiamento ben definito verso se stessi e verso la vita, crea le basi della loro ispirazione. Non si vuole dire che Goya non dipingesse per sentimento, per un senso d’immediata comunicazione col soggetto. Ma egli non aveva coscienza romantica d’una missione, o della differenza fra se stesso e il mondo. Non era uno dei pochi di fronte ai molti. Ci mise molto tempo prima di scoprire di essere solo, senza neppure una teoria per confortare il suo terribile isolamento».