TESTA DI RAGAZZO CIECO DI GUIDO CAGNACCI

La mostra del 2008 a Forlì.

Dieci anni fa esatti a Forlì, Musei San Domenico, si tenne una pregevole mostra dedicata a Guido Cagnacci. Il sottotitolo recitava “Protagonista del Seicento tra Caravaggio e Reni” e non poteva essere più azzeccato. L’arte di Guido Cagnacci, infatti, unisce il realismo del primo, al gusto classico e alla bellezza ideale di tradizione raffaellesca del secondo. Nato nel 1601 a Santarcangelo di Romagna (morirà nel 1663 a Vienna), Guido Cagnacci è pittore capace di esprimere un’arte ideale, partendo spesso proprio dalla realtà più popolana. Come scritto magistralmente da Giordano Viroli (2008) in merito all’opera che oggi incontriamo, ossia Testa di ragazzo cieco, egli è «incline a estrarre dalla realtà, anche e soprattutto da quella plebea, spunti e suggerimenti per rivestire di vera carne i personaggi delle sue tele».

Il problema della genesi dell’opera.

Testa di ragazzo cieco è un piccolo dipinto oggi in collezione privata, di 45 x 32 cm, eseguito tra il 1640-1645 circa. Poche sono le notizie sull’opera, il che lascia ampio spazio a ipotesi sulla sua gestazione. La notizia più antica risale a un inventario della famiglia Albicini del 1704. Nella stessa collezione risulta nel 1893, stando alla Guida di Forlì di Calzini Mazzatinti, e ancora nel 1928, questa volta secondo Ettore Casadei. Il soggetto è facilmente individuabile, trattandosi di un giovane cieco ritratto di primo piano. Meno chiara è come detto la genesi dell’opera.

Essa è stata affiancata già in passato a una Testa di San Bernardino, messa a sua volta in relazione con la figura a destra del ben più noto Miracolo di san Giovanni Evangelista a Efeso (1640-1642 circa). In sostanza a lungo si è pensato si potesse trattare di uno studio preparatorio, un “bozzetto”, poiché come detto sopra tramite le parole del Viroli, questo rientrerebbe nella prassi esecutiva e creativa di Cagnacci. In realtà le due letture non sono per forza antitetiche. Come hanno dimostrato altri esempi simili, con soggetto un ragazzo cieco, magari intento a chiedere l’elemosina, il dipinto poteva essere effettivamente nato come piccolo ritratto. Solo in un secondo momento l’artista lo avrebbe ripreso a modello, per il dipinto di soggetto sacro custodito a Rimini, nella Fondazione Cassa di Risparmio di Rimini.

Guido Cagnacci, Miracolo di san Giovanni Evangelista a Efeso, 1640-1642 circa.

 

Testa di ragazzo cieco, un piccolo dipinto di struggente realismo.

Testa di ragazzo cieco è tra le opere che più ci hanno colpito nel catalogo della mostra del 2008. Essa muove a immediata commozione ed empatia l’osservatore, senza cadere nel retorico. Il ragazzo ritratto è completamente immerso in una desolante oscurità. Un’oscurità da cui non ha scampo e che lo condanna a una vita precaria. Lo dicono gli occhi “vuoti”, ma anche il capo leggermente reclinato verso il basso. Un movimento, quest’ultimo, che denota rassegnazione e struggente tristezza. Non gli servirebbe, infatti, alzare gli occhi per mostrare al pittore la propria condizione di disabilità e difficoltà. Cagnacci ce l’ha davanti a sé e la riporta su tela con un’attenzione degna di Caravaggio.

L’artista romagnolo si avvicina con tatto e delicatezza, dimostrando altresì grande umanità, senza concedere spazio a orpelli e dettagli ridondanti. Appena accennati, sono la vestina e il colletto bianco, che risalta sullo sfondo neutro. È un altro, invece, il dettaglio che cattura la nostra attenzione per la cura con cui è stato dipinto. Ci riferiamo ai capelli ben ombreggiati del ragazzo, tagliati corti, ordinati e con la riga sulla sinistra. Quel piccolo e, magari, insignificante dettaglio, porta a immaginare qualcuno che ha a cuore la condizione del giovane. Forse, una madre amorevole, oppure qualcun altro di cui noi non sapremo mai il nome. Ad ogni modo quel dettaglio ci ricorda come ogni disabilità può essere resa meno pesante. Tutto sta alle persone attorno e agli occhi con cui guardano il prossimo.

In copertina: Guido Cagnacci, Testa di ragazzo cieco, 1640-1645 circa. Collezione privata.

 

BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE:

D. BENATI, Il Miracolo di san Giovanni Evangelista a Efeso; in D. BENATI & A. PAOLUCCI (a cura di), Guido Cagnacci. Protagonista del Seicento tra Caravaggio e Reni, catalogo della mostra (Forlì, Musei San Domenico, 20 gennaio – 22 giugno 2008), scheda n° 55, pp. 244-245, Milano 2008.

D. BENATI & A. PAOLUCCI (a cura di), Guido Cagnacci. Protagonista del Seicento tra Caravaggio e Reni; catalogo della mostra (Forlì, Musei San Domenico, 20 gennaio – 22 giugno 2008), Milano 2008.

E. CASADEI, La citta di Forlì e i suoi dintorni; Forli 1928.

G. VIROLI, Testa di ragazzo cieco; in D. BENATI & A. PAOLUCCI, Guido Cagnacci. Protagonista del Seicento tra Caravaggio e Reni, catalogo della mostra (Forlì, Musei San Domenico, 20 gennaio – 22 giugno 2008), scheda n° 51, pp. 236-237, Milano 2008.