IL RITRATTO EQUESTRE DI EUGENIO DI SAVOIA A MASSERANO. Superba opera del Settecento olandese

 

Il ritratto Equestre del Principe Eugenio di Savoia, di proprietà della famiglia Alberti La Marmora e affidato al Centro Studi Generazioni e Luoghi di Biella, oggi si trova conservato nella terza sala del Palazzo dei Principi Ferrero-Fieschi di Masserano (sito del Polo Museale Masseranese) ed è stato esposto dal 4 aprile 2012 al 13 gennaio 2013 alla Reggia di Venaria Reale nella prima sala della mostra “I quadri del Re”, dedicata alla figura del principe Eugenio di Savoia, grande condottiero e uomo illuminato.

Se oggi lo abbiamo nel nostro museo è grazie a Francesco Alberti La Marmora, proprietario e presidente di Generazioni e Luoghi, che ha attivato un percorso di “manutenzione condivisa” per cui, alla fine della mostra, anziché tornare a Palazzo La Marmora, il dipinto è stato esposto presso il Museo del Territorio Biellese, perché anche la cittadinanza biellese potesse essere resa partecipe di questa importante riscoperta.

Scaduto il termine con il Museo del Territorio Biellese è arrivato presso la nostra sede prestigiosa il 06 aprile 2016.

L’opera è una replica di ambito olandese del primo quarto del XVIII sec., ed è un olio su tela. Il dipinto restituisce l’immagine di giovane condottiero, con nastro e insegne del Toson d’oro ricevute da Carlo II di Spagna nel 1687, anno della battaglia di Mohàcs, che è possibile riconoscere nella scena raffigurata sullo sfondo. I reggimenti guidati da Eugenio, intervenuti a fianco delle truppe imperiali asburgiche contro l’esercito ottomano, furono determinanti per la vittoria. L’opera, a restauro concluso, è parsa come una replica di un dipinto di scuola olandese, forse uno di quelli elencati nell’inventario delle collezioni alla morte del Principe. L’inventario del 1736 delle opere presenti nel Palazzo del Belvedere alla morte del principe cita diversi ritratti equestri di Eugenio, opere di Van Schuppen, di Franz Roëttiers, di David Richter e del “Chevalier More”, ovvero Karel de Moor[1]. È a quest’ambito che bisogna probabilmente guardare per individuare la fonte da cui deriva il ritratto biellese.

La provenienza del dipinto in collezione Ferrero della Marmora è dovuto dall’eredità di Giuseppe di Trecesson, abate di Lucedio e figlio naturale di Carlo Emanuele II di Savoia, è stata recentemente resa nota da Vittorio Natale[2]. Cristina Ippolita, sorella dell’abate di Lucedio, aveva sposato Carlo Besso Ferrero Fieschi, principe di Masserano, cui furono legati nel 1735, insieme al ritratto equestre del principe Eugenio, i grandi ritratti Savoia, ancora oggi conservati in Palazzo La Marmora.

Va ora un’attenzione al restauro effettuato presso il Centro di Conservazione e Restauro “La Venaria Reale”. L’orientamento conservativo del restauro condotto dal Centro Conservazione e Restauro “La Venaria Reale” ha consentito lo studio ravvicinato dell’opera e della sua tecnica esecutiva. Il dipinto presentava uno stato di conservazione compromesso a carico del film pittorico, degli strati preparatori, del supporto tessile e del telaio. Sull’opera erano evidenti almeno due precedenti interventi di restauro: il primo ha compromesso la superficie pittorica; il secondo ha causato un ridimensionamento di un’ampia porzione di cielo: il dipinto, infatti, è stato risvoltato rigirando la tela sul verso che a sua volta è stata inchiodata direttamente al telaio. Attraverso l’azione della tavola termica a bassa pressione si è perseguito l’appianamento delle deformazioni del supporto tessile e si è proceduto al tensionamento manuale su nuovo telaio ad espansione. Nel lato superiore si è mantenuto il ridimensionamento, in modo che l’opera rientrasse nuovamente nella cornice lignea di appartenenza, anche se non originale.

Sulla superficie pittorica sono state messe a punto diverse soluzioni di pulitura da impiegare nelle diverse zone che presentavano tra loro differenti solubilità dei materiali soprammessi, come le vernici, i ritocchi e le colle alterate. Al termine della reintegrazione cromatica ad acquerello si è scelto di applicare una vernice di origine sintetica a pennello, in modo da formare un film protettivo omogeneo, un’ultima verniciatura con funzione di schermo protettivo dall’azione ossidante della luce è stata eseguita a fine lavori. Questo restauro rientra nell’ambito del progetto “Percorsi sabaudi tra la Reggia di Venaria e Palazzo La Marmora”, titolo di un programma pluriennale sottoscritto tra il Centro Studi Generazioni e Luoghi – Archivi Alberti La Marmora e la Reggia di Venaria Reale, nato con l’obiettivo di riunire e riportare alla luce quei legami che, dalla fine del XV secolo, sono intercorsi tra i Savoia e la famiglia La Marmora.

Attualmente il principe Eugenio si avvia a concludere il suo triennio espositivo presso il Polo Museale Masseranese, nella splendida cornice del Palazzo dei Principi di Masserano, per ciò si ringrazia “Il Caffè artistico di Lo” che contribuisce a rendere noto questo illustre ospite del nostro Museo.

[1] Black Auer 1985, p. 342.

[2] Conferenza “Dalla Clementina ad Ayres: capolavori del ritratto tra Settecento ed Ottocento”, Biella, Palazzo La Marmora, 11 maggio 2010, comunicazione scritta.

 

In copertina:
Anonimo olandese, Ritratto equestre del Principe Eugenio di Savoia, inizi XVIII sec., olio su tela. Masserano, Palazzo dei Principi.

I COLLABORATORI DEL CAFFÈ ARTISTICO DI LO

LORENZO BERTO

Nato a Thiene nel 1986, Lorenzo Berto si diploma al liceo scientifico Jacopo da Ponte di Bassano del Grappa. La sua vera passione però è da sempre l’arte, alimentata da una viva curiosità per le bellezze d’Italia e coltivata sin da bambino in famiglia. Dopo la maturità entra quindi all’Università ca’ Foscari di Venezia, dove si laurea in Conservazione dei Beni Culturali, indirizzo bizantino-medievale, con la tesi Immagini sacre in processione nella Roma alto medievale, incentrata su alcune antiche icone mariane e la processione dell’Assunta. Sempre a Venezia prosegue con gli studi magistrali, laureandosi nel 2013 in ambito medievale con il massimo dei voti. Questa volta la ricerca, intitolata Nobili gesti. Guariento e l’Incoronazione della Vergine, indaga l’iconografia di Maria incoronata e il contributo in termini di inventiva e profondità teologica dato da Guariento, importante artista del Trecento e primo vero pittore di corte nella Padova dei Carraresi.

Nei primi anni universitari collabora a lungo con l’Associazione Porta Dieda, instaurando un rapporto di stima e amicizia che dura tutt’oggi con la prof.ssa Anita Zamperin, allora direttrice del centro culturale. Numerose sono le conferenze tenute su temi come la pittura di paesaggio nell’Ottocento, i disegni di Leonardo da Vinci, Giovanni Bellini e le crociate, talvolta con altri studiosi e artisti del bassanese come per esempio quelle su Caravaggio, Dürer e Bosch. Nel 2014 collabora con la parrocchia di Ss. Trinità, all’allestimento della mostra di beneficienza Mario Duse 1911-1996. Pittore, poeta e grafico del ‘900. Sempre presso la Ss. Trinità di Bassano svolge, poi, numerose altre attività culturali, spesso legate al Teatro Remondini e all’Associazione Amici del Teatro Remondini. Dal 2015 al 2016 scrive articoli per l’associazione culturale bassanese Polites su mostre, artisti e temi generali, e collabora a iniziative di grande risonanza come: Start. Rinascita culturale del Territorio bassanese presso le Bolle di Nardini; Mauro Zanchi e la pittura di Lorenzo Lotto; La Riforma del Terzo Settore con Giancarlo Moretti; Il problema della sicurezza pubblica con Gianni Tonelli (SAP); . È, infine, tra i fondatori e presidente (fino a luglio 2017) dell’associazione INIZIO – Spazio Culturale, con la quale ha curato diverse mostre come quelle su Patrizio Martinelli, Mauro Capitani, l’antiquariato di Antonio Meneghello ed eventi musicali o d’interesse pubblico sui temi della salute. Dall’11 novembre 2017 scrive per il settimanale BassanoWeek.

Lo storico e critico d’arte Lorenzo Berto durante una conferenza tenutasi a Masserano a maggio 2017.

 

FEDERICA BOSSI

Sono nata a Roma il 19/02/1992. Il mio primo incontro con la storia dell’arte l’ho avuto in quinta elementare, quando la mia maestra organizzò per noi grandi un corso di educazione all’immagine. L’innamoramento scatta quando tra le diapositive che scorrevano ci si soffermò sulla Madonna dei Pellegrini del Caravaggio. Mi innamorai della luce che traspariva dalla pelle di quella Madonna e che colpiva i volti dei due pellegrini. Anche la visita alla meravigliosa Galleria Borghese contribuì molto ad alimentare questa passione. Come si fa a non desiderare di toccare il materasso su cui poggia Paolina Borghese che sembra essere di gommapiuma? In ogni modo già dalle elementari avevo deciso che avrei proseguito con gli studi artistici. Mi sono diplomata in architettura e design al IV liceo statale Alessandro Caravillani, anni bellissimi e di grande formazione, dove ho avuto la fortuna di avere professori eccellenti. In seguito mi sono iscritta presso l’Ateno di Roma Tre al corso di Storia e Conservazione del Patrimonio Artistico e Archeologico, per la quale ho avuto anche la fortuna di svolgere un periodo di tirocinio presso il mio vecchio liceo, ritornandovi questa volta “dall’altra parte della cattedra” e affiancando una professoressa di storia dell’arte. Lungo il mio percorso universitario ho avuto la possibilità di strutturare il mio itinerario di studi, mirato ad approfondire la storia dell’arte moderna e rinascimentale, con una maggiore attenzione in particolare per il Quattrocento.

 

STEFANO CAVALIERE

Stefano Cavaliere è uno storico dell’arte Piemontese ed è nato a Biella il 06 dicembre 1985. Da sempre innamorato dell’arte, nel 2000 intraprende gli studi artistici frequentando il Liceo Artistico di Romagnano Sesia. Durante il percorso formativo liceale matura sempre di più l’attaccamento alla Storia dell’Arte e per ciò s’iscrive a Beni Culturali a Vercelli.

Il periodo Universitario Vercellese dà la possibilità a Stefano di venire a contatto con la realtà museale di Vercelli, dove potrà attingere le prime conoscenze del dietro le quinte di un Museo. In seguito si trasferisce a Roma nel 2008 per svolgere lo stage universitario presso i Musei Vaticani.

Come si sa tutto ha un fine ed ecco l’arrivo della laurea in Beni Culturali nell’aprile 2010, con l’inizio di un periodo di frequentazione sempre maggiore del Palazzo dei Principi di Masserano (la frequentazione era iniziata, però, già gennaio 2007). Questo porterà Stefano ad assumere la direzione del nuovo Museo di Masserano.

Il neonato Museo viene istituito dall’Associazione don Barale la domenica 10 aprile 2016 sotto il nome di Polo Museale Masseranese, che raggruppa sotto di sé quattro siti: il Palazzo dei Principi Ferrero-Fieschi (signori e Sovrani del Principiato di Masserano); la chiesa Collegiata; l’ex chiesa di san Teonesto; la chiesa di Santo Spirito.

Adesso il Polo Museale Masseranese sotto la direzione di Stefano Cavaliere si avvia verso l’affermazione di Istituzione nel territorio biellese.

Il direttore del Polo Museale Masseranese Stefano Cavaliere.

IL CAFFÈ ARTISTICO DI LO IN TOUR

 

Ecco la locandina, di cui ringraziamo calorosamente Editrice Artistica Bassano, per il doppio appuntamento piemontese in collaborazione con RNT-Croce Reale e Polo Museale Masseranese. Il 1 maggio, invece, saremo 
a Villa Sesso (Reggio Emilia) dalle 10.00 alle 17.00 all’interno del Congresso di studi sull’idea di nazione
organizzato sempre da RNT-Croce Reale.
●● LUNEDì 1 MAGGIO ●●
ore 10.00 – 17.00, Villa Sesso (Reggio Emilia).
●● SABATO 13 MAGGIO ●●
ore 11.00 – 12.30, Torino
●● DOMENICA 14 MAGGIO ●●
Ore 16.30 – 18.00, Masserano (Biella)”Il caffè artistico di Lo in tour”
●●●●●●●●●●●●●●●●●●●●●
a cura di Lorenzo Berto<Da sempre l’uomo desidera lasciare un ricordo di sè, delle proprie gesta, del proprio lignaggio e della propria ricchezza tramite lo strumento del ritratto, ma mai prima del Cinquecento tale strumento fu immagine di tanta “spavalderia”>>

●●●
Il caffè artistico di Lo in tour è un ciclo di presentazioni dell’omonimo libro a un anno dalla sua pubblicazione, e di una serie di conferenze sul tema dei “Ritratti di uomini in armi nel primo Cinquecento veneto”, con opere di Carpaccio, Giorgione, Tiziano, Jacopo da Ponte, Dosso Dossi e molti altri grandi artisti.
Vi aspettiamo!

●●●●●●●●●●●●●●●●●●●●●
Per INFO scrivere a
ilcaffeartisticodilo@gmail.com
o tramite il canale facebook
http://polomusealemasseranese.weebly.com/
https://www.facebook.com/crocereale/?fref=ts

●●● IL CICLO DI CONFERENZE E PRESENTAZIONI È GRATUITO E APERTO A TUTTI ●●●