SANDRO BOTTICELLI, ed è subito “Primavera”

Sandro Botticelli, Allegoria della Primavera o Primavera, 1482 ca. Firenze, Uffizi.

 

Siamo finalmente entrati nella stagione più bella dell’anno, quella della rinascita, dei colori che ritornano in tutta la loro bellezza, della fauna che lentamente si risveglia dal lungo sonno invernale. L’allegoria della Primavera di Sandro Botticelli è il dipinto ideale per omaggiare questa stagione. Noto anche con il titolo “Regno di Venere” fu ideato iconograficamente da una o più persone (forse Agnolo Poliziano?) della cerchia di Lorenzo il Magnifico, e la sua ubicazione originaria non è ancora certa. Nel Cinquecento, infatti, esso si trovava nella villa di Castello acquistata nel 1477 da Lorenzo e Giovanni di Pierfrancesco da Lena di Andrea Corbinelli e, prima ancora, al 15 settembre 1498 risultava nella dimora in via Larga di Lorenzo di Pierfrancesco. I continui mutamenti politici vissuti da Firenze in quei decenni, però, possono lasciar ipotizzare ulteriori e continui spostamenti, anche prima del 1498. La tavola ad ogni modo fu commissionata da Lorenzo di Pierfrancesco per tramite del Magnifico (suo tutore sino alla maggiore età) tra il 1477-1478, proprio per arredare la villa di Castello. L’opera va letta secondo la temperie culturale del tempo, ben esemplificata dalla missiva inviata nello stesso periodo al quindicenne cugino del Magnifico dal Ficino: Prospera in fato fortuna, vera in virtute felicitas.
Molto si è detto sulle centinaia di piante, fiori, frutti presenti in quello che è un aranceto trasformato in Hortus conclusus per accogliere la divina Venere, ma le vere protagoniste sono appunto le virtù: le stesse che il Ficino esorta a seguire rivolgendosi al giovane rampollo di casa Medici, affinché non seguisse le congiunzioni astrali, ma costruisse sulle virtù il proprio successo e futuro.
Il dipinto, infine, coerentemente con il calendario agreste romano coglie i lussureggianti mesi di aprile e maggio e va letto da destra a sinistra: Zefiro o Favonio che feconda Clori; Clori divenuta Flora; Venere con Cupido bendato; le tre Grazie o Horae della primavera unite in una nobile danza; Mercurio, divinità legata in particolare al mese di maggio colta mentre disperde le nubi con il suo caduceo.