TRA IL CIELO E IL GRANO

Vincent Van Gogh, Vecchio che soffre, 1882, mm 445 x 471. Otterlo, Kroller-Muller Museum.

 

Perché parlare di una mostra senza averla vista.

Di norma non si fa, ma questa volta non possiamo esimerci dal parlare di una mostra senza averla ancora vista. Le ragioni sono tre. La prima ed è il primo indizio, è che moltissime persone ci sono già andate, specie tra amici e conoscenti del vicentino. Spesso anche i più “profani d’arte”, sempre che si possano chiamare così, hanno dato giudizi decisamente positivi. Ciò, ovviamente, mi ha molto incuriosito.

La seconda è che ricorda una mostra del 2009 a Brescia (Museo di Santa Giulia) cui andai durante la triennale e che aveva lo stesso curatore. Quella volta subito ci fu delusione per i pochi dipinti presenti tra il centinaio di opere esposte, ma nel tempo la scelta di concentrarsi sui disegni – secondo indizio – si è dimostrata azzeccata e apprezzabile.

La terza ragione è che si differenzia da altre viste dello stesso curatore, perché come da lui scritto si concentra su un solo artista e su alcuni periodi specifici della sua vita.

 

Van Gogh. Tra il Cielo e il grano a Vicenza

Come avrete capito parliamo di Marco Goldin, spesso al centro di accese discussioni e della mostra di Van Gogh. Tra il cielo e il grano (Vicenza, Basilica Palladiana, fino al 8 aprile). La grande esposizione monografica attinge ancora una volta dal patrimonio unico del Kröller-Müller Museum in Olanda.

Tra i dipinti si possono ammirare Il ponte di Langlois ad Arles (1883), Covone sotto un cielo nuvoloso (1890) e Castagni in fiore (1890). Tra i disegni troviamo, invece, Il seminatore (1882), Gli zappatori (1882) e Tessitore (1883-1884). Si tratta, come si comprende dai titoli, spesso di disegni tratti da Millet.

 

Vincent Van Gogh, Il seminatore (da Millet), 1890, olio su tela, 64×55 cm. Otterlo, Kroller-Muller Museum.

 

In tutto sono presenti oltre ai 43 dipinti e 86 disegni, ma soprattutto molti testi di accompagnamento. Questi ultimi nello specifico sono le lettere di Vincent al fratello Theo – ma non solo – , fonte essenziale per comprenderne personalità e percorso artistico.

Tra i periodi presi in esame c’è quello «dall’autunno del 1880 nelle miniere del Borinage, per la verità in Belgio, fino all’autunno del 1885 a conclusione del fondamentale periodo di Nuenen». Marco Goldin con un’immagine efficace descrive questo lasso di tempo come «una sorta di stigmate infiammata e continuamente protratta. Una vera e propria via crucis nel dolore e nella disperazione del vivere. Sarà come entrare nel laboratorio dell’anima di Van Gogh, in quel luogo segreto, solo a lui noto, nel quale si sono formate le sue immagini».

 

Due possibili filoni di lettura tra molti.

Temi principali sembrano essere, dunque, da un lato il sofferto percorso di vita – e fede (si ricordi il fallimento di Vicent come predicatore) – , dall’altro il legame artistico con l’amatissimo e citato Jean-François Millet. Il maestro francese fu “il pennello” delle persone umili, dei contadini, della quotidianità semplice e della fede autentica dei piccoli gesti. Senza dimentica, poi, la capacità di Vincent di esprimere nei colori e nei soggetti impressi su foglio, le zone più profonde “e ferite” dell’animo umano.

Di questo progetto ci attira, in definitiva, la centralità della parola. Essa acquista un nuovo valore, cosi come il disegno nelle sue tante possibilità espressive (matita, acquarello, gessetto, china…), rimesso al centro dell’analisi critica. In fondo il disegno è il seme creativo da cui nasce l’opera, il momento irripetibile nel quale un’idea, un sentimento, un messaggio s’imprime e concretizza divenendo seme per altri. Il percorso, inoltre, termina con un film sulla vita di Van Gogh e la ricostruzione in plastico della casa, dove l’artista fu ricoverato a Saint-Rémy. Altro elemento di assoluto interesse, poiché alla più tradizionale e – sempre – doverosa ricerca sulle fonti, coniuga nuove tecnologie e strumenti didattici.

Insomma, non mancheremo di andare a vedere Van Gogh. Tra il cielo e il grano Vicenza in queste ultime due settimane di apertura e ci sentiamo di consigliare i lettori di fare altrettanto.

 

Vincent Van Gogh, Telaio con tessitore, 1884, olio su tela, cm 68,3 x 84,2. Otterlo, Kroller-Muller Museum.

 

In copertina:

Vincent Van Gogh, Sentiero nel parco, 1888, olio su tela, 72,3×93 cm. Otterlo, Kroller-Muller Museum.

 

BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE:

L. BERTO, Il caffè artistico di Lo. Un anno ad arte da Giotto a de Chirico; Bassano 2016.

R. DE LEEUW, Van Gogh; Art & Dossier n° 22, Firenze-Milano 1988.

M. GOLDIN (a cura di), Vincent Van Gogh. Tra cielo e grano; catalogo della mostra (Vicenza, Basilica Palladiana, 7 ottobre 2017 – 8 aprile 2018),

 

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