BUON CARNAVALE A TUTTI DA LO. PIETER BRUEGEL IL VECCHIO E IL TEATRO DELLA VITA

Pieter Bruegel il Vecchio, Combattimento tra Carnevale e Quaresima, 1559. Vienna, Kunsthistorisches Museum.

Pieter Bruegel il Vecchio, Combattimento tra Carnevale e Quaresima, 1559, olio su tavola, 118 x 164,5 cm. Vienna, Kunsthistorisches Museum.

 

Il Combattimento tra Carnevale e Quaresima del Kunsthistorisches Museum di Vienna

Chiassoso e divertente, morigerato e religioso, potrebbero essere quattro aggettivi con cui descrivere in breve Combattimento tra Carnevale e Quaresima (1559). Questo dipinto di Pieter Bruegel il Vecchio (1526 circa-1569), capostipite di una grande famiglia di pittori, fa parte dell’importante raccolta di suoi capolavori conservati al Kunsthistorisches Museum di Vienna.

Eseguito nello stesso anno di Proverbi fiamminghi (1559, Berlino, Staatliche Museen), opera ispirata agli Adagia (raccolta pubblicata nel 1500) di Erasmo da Rotterdam, Combattimento tra Carnevale e Quaresima rientra nel gruppo delle opere moraleggianti. Più precisamente va inserito tra le “rappresentazioni enciclopediche”, un genere che fu proprio Bruegel a inventare e a rendere di successo. In questo particolare filone pittorico il grande maestro fiammingo, come una sorta di “filoso”, osserva “dall’alto” le vicissitudini dell’umanità, le sue bassezze e le sue virtù, cercando di riproporle con assoluto realismo. L’atteggiamento di Bruegel non è, però di biasimo, anzi egli osserva il mondo di cui fa parte, con piena e sincera partecipazione, con un umorismo bonario e comprensivo. Ecco che il suo interesse, come si può cogliere nella tavola viennese, ricade su ogni aspetto fino al più piccolo dettaglio, si tratti del vestiario, delle azioni quotidiane più banali, delle varie esperienze corporative e spirituali. Combattimento tra Carnevale e Quaresima, ugualmente agli altri dipinti dello stesso filone, diventa così una sorta di finestra su un palcoscenico, quello della vita, dove il combattimento tra il grasso Vastelavond e la signora Faste (digiuno) acquista il valore di farsa e allo stesso tempo di fatto reale. Questa allegorica lotta, infatti, era realmente inscenata da una confraternita del carnevale. Alcuni studiosi a questi aspetti sottendono la presenza di significati riferibili al crescente scontro tra Riforma luterana e calvinismo da una parte e cattolicesimo dall’altra, rispettivamente interpretati da Vastelavond e da Faste. Gli stessi pongono di conseguenza l’accento sul valore di critica all’assurdità di certi comportamenti da parte del pittore. Di certo le due personificazioni non potrebbero essere più diverse tra loro, e lo sottolinea ancor più la contrapposizione tra chiesa e osteria, davanti alla quale è visibile la messinscena della Sposa sudicia.

Il carnevale è dunque rappresentato da un uomo grasso e impacciato che cavalca un’enorme botte di vino, brandendo una sorta di spiedo gigante mentre è spinto da un improbabile aiutante (il folle, figura tipica dell’immaginario fiammingo). Dall’altra una donna scheletrica, trainata a fatica da un frate e da una monaca, contrappone una poco allettante coppia di aringhe. Faste ha sulla fronte la croce di cenere, come i fedeli sulla destra che sono appena usciti dalla messa, oltre a un’arnia richiamo al miele, alimento tipicamente quaresimale. Soffermandosi su ogni parte del dipinto incontreremmo uomini e donne vestiti in modo buffo o al contrario sobrio, bambini che giocano alla trottola o persone che rompono le suppellettili secondo una tradizione primaverile, mentre altre ancora bruciano un fantoccio a simboleggiare la fine dell’inverno. E ancora storpi e mendicanti, ricchi signori e allegri musicisti, sono tutti protagonisti di un’umanità viva e variopinta che la visione panoramica a volo d’uccello adottata da Bruegel ci permette di abbracciare indistintamente.

Questo dipinto rivela la mirabile capacità di Bruegel di scandire i tempi, una caratteristica che non si è solita riscontrare in pittura, poiché tipica del teatro e della recitazione e non dell’arte bidimensionale. Le due scene a confronto sono talmente ben congeniate che i numerosi personaggi, come attori professionisti, svolgono in modo perfettamente sincronizzato e fluido le proprie azioni. Cuore di tutto però è la natura, che con il suo ciclo delle stagioni mette in moto le tradizioni e le usanze, influenzando anche la sfera del sacro e dell’interiorità.

 

BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE

D. BIANCO, Bruegel; collana Vita d’artista, Firenze-Milano 2007.

M. BUSSAGLI, Bruegel; Art & Dossier n° 130, Firenze-Milano 1998.

W. SEIPEL (a cura di), Pieter Bruegel il Vecchio al Kunsthistorisches Museum di Vienna; Ginevra-Milano 2007.

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