CHRISTOPHER H. HALLETT, Classicista o arcaizzante? L’erma di Dioniso della Villa dei Papiri


Cosiddetta Erma di Dioniso o Priapo dalla Villa dei Papiri di Ercolano, metà del I sec. a.C, bronzo, 50 cm. Napoli, Museo Archeologico Nazionale.

 

Da: Potere e Pathos. Bronzi del mondo ellenistico, catalogo della mostra 2015, pp. 137 e 139.

«Osservando le peplophoroi piuttosto rigide di Ercolano è facile capire perché, stando ai loro creatori tardoellenistici, fossero rappresentative delle battute conclusive della fase “preclassica” dell’arte greca e non come portabandiera dello stile naturalistico più credibile di Policleto e Fidia. Ma non tutti i bronzi della Villa dei Papiri considerati “arcaistici” sono arcaizzanti allo stesso modo. Un chiaro esempio è l’Erma bronzea di Dioniso; dal momento della sua scoperta, nel Settecento, si è creduto che il bronzo rappresentasse un ritratto di Platone. Winckelmann scrive in proposito «È una delle opere più perfette del mondo ; anzi, è uno degli oggetti più belli in assoluto». Delle quasi novanta sculture rinvenute nella villa è considerata ancora oggi quella di maggiore impatto, e fra tutte le “opere successive in stile arcaico” conservate è probabilmente il capolavoro più eccelso.[…]
La ragione per cui l’erma sembra “arcaistica” è senza dubbio la mescolanza di severità ed elaborazione nella modellazione complessiva di capelli e barba. Le analogie più forti si trovano nelle gemme intagliate del I sec. a.C. Ciò che tradisce l’intento arcaizzante in queste rappresentazioni è la scelta di prendere una forma classica e renderla più decorativa e meno realistica».