IL RITORNO DEL “BRAGHETTONE”. Ma dove vai se la foglia di fico non ce l’hai?

Cari lettori del blog, vi starete chiedendo, dopo aver scorto il titolo, se Il caffè artistico di Lo sia sotto il controllo di qualche malintenzionato. Vi assicuro di no e voglio tranquillizzarvi sul fatto che nessun pirata informatico si è impossessato blog, anche se ieri, 28 settembre 2017, per un momento l’ho davvero temuto leggendo un inquietante messaggio su facebook riguardo a un possibile tentativo di appropriazione del mio account. L’allarme è rientrato, ma c’è voluto un po’ di tempo al sottoscritto per arrivare alla risposta: esiste un enorme “braghettone 2.0” che gira per il web! Andiamo però con ordine, perché tutto in realtà è nato qualche giorno prima, quando ho programmato l’uscita di un post nella pagina facebook del Caffè artistico di Lo, dedicato all’Ammostatore di Lorenzo Bartolini; testo che invito a leggere al seguente collegamento:

https://www.ilcaffeartisticodilo.it/lorenzo-bartolini-lammostatore-o-pigiatore-duva-o-bacco-fanciullo/

L’opera in questione è una meravigliosa scultura del primo Ottocento, espressione perfetta della corrente artistica denominata Purismo. Dopo un giorno niente, l’articolo era inspiegabilmente scomparso e allora ho riprovato con tutta l’ingenuità di chi ha passato anni da studente universitario, guida per gruppi o da semplice turista ad ammirare opere di ogni epoca, spesso dedicate al genere umano in tutta la sua fisica – e divina – bellezza. Ieri alla fine, stizzito, ci ho fatto parecchi successivi tentativi, ma questa volta senza usare l’opzione “programma” per il post, perché volevo capirci qualcosa e, come san Tommaso, metterci il dito. A forza di fallimenti la pazienza stava per esaurirsi ed esplodere in una crisi di nervi, se non fosse stato per un’intuizione benedetta, di quelle che soltanto il Cielo mosso da compassione può inviare. Mi è venuto in mente, infatti, che numerosi storici e critici d’arte, tra cui in prima linea il sempre attivo sui media Vittorio Sgarbi, da mesi portano avanti la sacrosanta battaglia contro la censura su facebook. Una censura talmente stupida da permettere da un lato ai fanatici dell’isis di creare gruppi dove diffondere le loro follie eretiche e distruttive o, più banalmente, di condividere foto quelle sì provocanti – per non dire altro -, mentre dall’altro blocca immagini di opere antiche, colpevoli di nudità.

Insomma, sereni del fatto che le “visioni futuristiche” dello scrittore israeliano, che tanto sembra avere successo in questi tempi incerti, per gran parte sono poco più che puro divertissement, basato su idee preconcette e molto discutibili, non vorremmo dovergli dare ragione sulla questione degli algoritmi. Il rischio è davvero di avere a breve un mondo non tanto dominato da uomini-macchina e dalla tecnica, ma da ignoranti che non possono conoscere i Bronzi di Riace, il Satiro Barberini, l’Adamo di Parigi, il David di Donatello, il Bacchino della Crittogama di Dupré e il nostro povero Ammostatore solo per citare alcuni esempi. Ignorantoni o se preferite “capre” (visto il successo della definizione sgarbiana), privi di una minima cultura figurativa, di un’educazione al bello e a una sana conoscenza del corpo. Da questa vicenda tra l’altro è ritornato il ricordo di un – davvero profetico – celebre episodio dei Simpson, dove Marge guida la lotta contro la violenza nei cartoni animati, cattivi maestri dei suoi figli, per finire poi vittima della sua buonafede. A termine della puntata, infatti, in un’America come sempre dominata dalle contraddizioni, i suoi sostenitori le chiedono di capeggiare una nuova protesta, questa volta contro il David di Michelangelo, giunto al museo di Springfield. Un fatto così straordinario come l’arrivo di un capolavoro del Rinascimento in una qualunque cittadina del Midwest può accadere solo nei cartoni animati, e a maggior ragione il web dev’essere un prezioso strumento di diffusione della bellezza e della conoscenza lì dov’è più difficile che ciò avvenga; non di stupidaggini, notizie false e nefandezze.

Inoltre il paradosso è che viviamo in un periodo storico dominato da immagini pubblicitarie al limite della pornografia, con mutandine sempre più striminzite, reggiseni con super poteri e uomini al silicone. Eppure in questo mondo si censura nel web ciò che è naturale, anzi non di rado idealizzazione del naturale e frutto del genio umano, della sua aspirazione alla perfezione artistica. Speriamo sinceramente che il nostro pianeta non sarà dominato dal silicio e da ottusi algoritmi che oscurano cotanta bellezza, poiché di certo non potrà essere felice quanto, semmai, in preda a una desolante tristezza!

Terminando ci auguriamo che i geniacci della Silicon Valley per prima cosa escano ogni tanto di casa, stacchino le mani dalle tastiere e gli occhi dal monitor e vadano a scoprire le meraviglie della natura e della grande arte. Perché personalmente non ho proprio voglia di farmi censurare da un mega braghettone senza volto, ben peggiore dello sventurato Daniele da Volterra. Anche perché quest’ultimo si trovò suo malgrado, a dover coprire alcune nudità dipinte da Michelangelo nel Giudizio universale; compito frutto non tanto di fanatica pudicizia, come il credo comune insiste a dire, ma dei contrasti tutti terreni tra papi e famiglie aristocratiche (nello specifico tra i Farnese, i Carafa e i Medici). Certo, Clemente XIII si macchierà – ma fu più un caso unico che la regola – nel XVIII secolo del tremendo crimine di far evirare decine di sculture antiche, nonché di completare le coperture ai nudi presenti nel Giudizio universale, ma la censura sul web ha un potere ben superiore. Senza contare che ci pare cosa assai problematica riuscire a mettere una foglia di fico su tutte le immagini condivise da milioni di persone!

 

Noi ad ogni modo nel nostro piccolo andiamo avanti, con l’infaticabile proposito di diffondere e far conoscere il Bello, ed è per questo che regaliamo una carrellata di dettagli degni del migliore Daniele da Volterra, o, forse, è tempo di dire del miglior Zuckerberg. Buona visione!