JEAN-BAPTISTE CAMILLE COROT, TRA RELISMO E ROMANTICISMO.

 Jean-Baptiste Camille Corot, La radura, ricordo di Ville d'Avray (1872, Parigi, Musée d'Orsay).2

Jean-Baptiste Camille Corot, La radura, ricordo di Ville d’Avray (1872, Parigi, Musée d’Orsay).

 

Gustave Courbet (lettera ad un ammiratore anonimo, ed. 1996):

«Sono molto lieto che di questi tempi vi sia un uomo che si esprime come voi. Tornando all’estetica dell’arte, voi l’avete compresa in un modo che mi lusinga assai. È stato in effetti il mio modo di vedere, dopo il romanticismo che è succeduto a Delacroix e alla sua scuola, a far parlare d’arte in Francia e in Europa per trentaquattro anni, con tutta l’animazione che richiede questa questione che voi chiamate realismo. È una cosa che posso affermare legittimamente, giacché è evidente – come voi stesso avete appreso – che nessun altro artista, salvo Corot, ha contribuito a questa animazione».

 

In questa lettera scritta a un anonimo ammiratore, Gustave Courbet (1819-1877) pone una questione decisiva riguardo alla pittura di Corot. L’artista più rappresentativo del realismo, infatti, vi definisce Corot come l’unico vero artista di tale corrente diffusasi, come ben sappiamo, anche altri campi tra cui soprattutto quello letterario. Eppure il maestro nato a Parigi nel 1796 (morirà il 22 febbraio 1875), è secondo Michael Pantazzi (2005) «l’unico, tra i più importanti artisti francesi dell’Ottocento, a sottrarsi a qualsiasi classificazione».

Non a caso Van Gogh, in una lettera al fratello Theo dell’autunno del 1883 (riferendosi ai dintorni di Zweeloo), scrisse queste parole che sembrano andare in una direzione ben diversa rispetto a quelle di Courbet:

«Tutto, le casette isolate davanti alle quali passavamo, circondate di pioppi sottili di cui si udivano cadere le foglie ingiallite, il vecchio campanile tarchiato di un piccolo cimitero dai muri d’argilla e cintato di faggi, il paesaggio piatto, la distesa della pianura, i campi di grano, tutto, tutto offre allo sguardo i motivi che si trovano nei Corot più belli. Un silenzio, un mistero, una pace come solo Corot li ha dipinti».

 

I sentimenti che la lezione di Corot suscitò in Van Gogh, appaiono decisamente riferibili più all’arte romantica e alla visione della natura che essa proponeva (si noti soprattutto la parola “mistero”).

Questo breve confronto dimostra, quanto Corot sia stato nel tempo apprezzato alla luce di letture personali della sua pittura, senza tener conto dell’assoluta “spontaneità” che sempre ricercò di riportare sulla tela. Il tutto tenendo come uniche linee guida la natura e il rapporto diretto con essa instaurato.

Lasciamo, dunque, che il confronto tra due opere di Courbet (Rifugio di caprioli al ruscello di Plaisir-Fontaine) e Corot (La radura, ricordo di Ville d’Avray), ci facciano scorgere le chiare differenze che corrono tra i due modi di dipingere. Differenze inerenti non soltanto la composizione delle scene e l’uso dei colori, ma anche e soprattutto ciò che le due opere vogliono esprimere. A titolo di esempio basti notare la presenza di quel termine, “ricordo”, portatore di suggestioni romantiche nonostante la precisione nel descrivere realisticamente la natura, e di una figura umana nel dipinto di Corot. Due elementi che ben fanno comprendere la ricchezza e diversità di spunti che il grande maestro sapeva cogliere, con una sensibilità e una libertà creativa uniche nel panorama artistico francese del XIX secolo e che a ragione lo pongono al di fuori di facili etichette.

 

 

Gustave Courbet, Rifugio di caprioli al ruscello di Plaisir-Fontaine (1866, Parigi, Musée d'Orsay).

Gustave Courbet, Rifugio di caprioli al ruscello di Plaisir-Fontaine (1866, Parigi, Musée d’Orsay).

 

 

BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE

J.-B. C. COROT, Camille Corot. Carnets de dessins, suivis des lettres du voyage en Italie; Parigi, ed. 1996.

J.-J. FERNIER, Courbet; Art & dossier n° 99, Firenze-Milano 1995.

V. PAMARÈDE (a cura di), Corot. Natura, emozioni, ricordo; catalogo della mostra (Ferrara, Palazzo dei Diamanti, 9 ottobre 2005-8 gennaio 2006), Ferrara 2005.